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martedì 2 giugno 2009

Le pietre di Salomone, Brasov


A due kilometri dal Palazzo Comunale di Brasov, alla fine del quartiere Schei si trova una stretta gola, un bel paesaggio e una roccia. E' uno dei luoghi preferiti per weekend dagli abitanti di Brasov. Le rocce vengono chiamate le pietre di Salomone (immagine@wikipediacommons). Ma chi era questo Salomone? n due parole Salomone era un re che fu maledetto dalla sua madre di finire la vita come eremita, solo dimenticato di tutti.

La regina ungherese Anastasia di Kiev ed il re Andrea II Arpadino non avevano avuto per lungo tempo figli, allora promissero la successione al trono al principe Bela e a suoi figli Geza e Laszlo.
Dopo ciò la regina rimase incinta e mise al mondo un maschio che fu chiamato Salomone. A quel punto la regina rivendicò il trono per suo figlio. E per evitare discussioni lo fece incoronare a 4 anni con la corona mandata dall'Imperatore Bizantino Konstantinos Monomachos e lo fece sposare con la principessa tedesca Giuditta che aveva 10 anni. Ma a Geza, cugino di Salomone, tutto ciò non piaceva perchè aveva perso il trono che ormai considerava suo, e non perdeva occasione di sfidare o minacciare Salomone. Malgrado che insieme combattessero sia contro i Pecenegi che contro i Bizantini, tuttavia anche sul campo di battaglia Geza non perdeva occasione per dimostrare che era più bravo del re Salomone. Salomone per risolvere la contesa provò ad attirarlo in una trappola e farlo uccidere con l'aiuto della nobiltà di corte.
Anastasia, la madre provò a convingerlo di vivere in pace con i cugini e a permettere anche a loro di regnare, a quel punto Salomone aggredì addirittura sua madre e solo Giuditta, sua moglie riuscì a fermarlo.
Come reazione la madre Anastasia prese le parti dei cugini ed addirittura maledisse il proprio figlio dicendogli di morire solo e dimenticato da tutti. Nell'immagine soprail dipinto di Orlai rappresenta proprio il momento in cui la madre maledice il figlio)

Salomone si alleò allora con gli antichi nemici, i Pecenegi contro la sua propria famiglia. Non si conoscono bene gli avvenimenti ma la vittoria non arrise a Salomone perchè si sa che spari in una battagla dei Pecenegi contro l'Impero Romano d'Oriente.
La leggenda invece vuole che la maledizione materna si avverò ed il re Solmone deluso della vità politica si sia ritirato in una grotta vicino a Brasov e vi fosse rimasto come eremita per il resto della sua vita, e per questo le rocce vicino a Kronstand si chiamano appunto pietre di Salomone.

giovedì 14 maggio 2009

San Ladislao e Granvaradino


La leggenda vuole che il cavallo del San Ladislao, arrivato dove sorge la fortezza di Varadino inciampò ed il cielo si aprì e il re cavaliere vide la Madonna con Gesù Bambino. La Madonna gli disse di fondare in questo posto una città che Lei avrebbe bendedetto. Nel dipinto che si trova sopra l'altare maggiore nella Basilica di Varadino viene rappresentato proprio questo momento fondate della Città. Il cielo e il cavallo lo volevano, ed il re costruì la cittadella, le mura e la cattedrale; chiesa che divenne presto un importante meta di pellegrinaggi. Inoltre nel posto dove si fermò il cavallo sorse dell’acqua termale con efetti curativi. Il re (Ladislao I di Ungheria) è legato a Vardino anche attraverso un'altra leggenda. Si narra che San Ladislao morì in Ungheria mentre si preparava per andare alla prima crociata nel 1090, La corte voleva fargli il funerale dove era morto ma i cavalli si rifiutarono di fermarsi finché non arrivarono a Varad. In seguito anche altri Re d'Ungheria, per esempio Sigismondo di Lussemburgo chiesero di essere sepelliti qui nella fortezza.
In ogni maggio si festeggia, in forma di cerimonie religiose e laiche, la "estum Varadinum".
San Ladislao è uno dei santi che si incontrano più spesso nelle chiese cattoliche della Transilvania.

lunedì 11 maggio 2009

La chiesa fortificata di Ghelnita/Gelence ( Ghelenze)


foto@la-bella-transilvania
Ghelenze è un piccolo gioello in Sud della terra degli szekely a nord-est di Brasov. Vale la pena visitare la sua chiesa fortificata duecentesca con affreschi che rappresentano sei scene dalla leggenda di San Ladislao. La chiesa fortificata vi ripporta indietro nel tempo nell XIII secolo in quanto rappresenta l'arte degli re arpadini, mentre i affreschi datano dal 1330. Nel paesino si trovano una ventina di pensioni, dove si possono assaggiare i piatti tipici e si può godere dell'ospitalità degli szekely, ci sono inoltre molte case con le porte di legno originali della cultura szekely
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