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sabato 5 ottobre 2013
mercoledì 10 giugno 2009
Castello Kendeffy, Santamaria Orlea
Il Castello Kendeffy di Sântămăria- Orlea si trova alle pendici dei Monti Retezat che fanno una bella cornice al castello. Nelle vicinanze ci sono chiese antichissime (del X-XI secolo). La famiglia Kendeffy fu una famiglia nobigliare importante in Transilvania, a un certo momento erano più ricchi del principe. Il castello nella sua forma attuale fu eretto il 1782. la leggenda dice che esiste una uscita sotteranea segreta che collega il castello dalla chiesa. Nel secolo XIX Kendeffy Árpád fecce circondare il castello da un bello giardino all'inglese, un bel giardino delle rose che oggi non c'è più. Il castello fu nazionalizzato, i conti furono cacciati e l'odio communista contro i ricchi lasciò il castello in degrado. Nel 1972 il castello fu ristrutturato e oggi funziona qui un albergo e un ristorante. In nessuna guida turistica non ho sentito raccomandazioni per questo albergo, un inn di due stelle. La famiglia Kendeffy ha vinto di recente il processo di ritrocessione insieme con i loro possedimenti, particolarmente foreste di monti Retezat e la gente del posto aspetta il loro ritorno.
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martedì 9 giugno 2009
Il complesso barocco di Gran Varadino

Il complesso barocco di Gran Varadino è formata dalla basilica che è il più grande monumento barocco dal paese, dal palazzo vescovile, uno dei più maestuosi palazzi barocchi il giardino che circonda i due edifici, giardino dove fioriscono le magnolie e le colone degli canonici. Si trova a solo cinque minuti dalla stazione ferroviaria.
Il palazzo Vescovile Romano Cattolico, sorge proprio accanto alla basilica romano cattolica, ha 100 stanze e 365 finestre. Fu proiettato in stille barocco dal celebre architetto del Belvedere viennese l’austriaco Franz Anton Hillebrant. I lavori durarono dal 1762 fino a11777. Il palazzo ha la pianta in forma di U con un cortile interno. Tra celebri ospiti del palazzo ricordiamo l’imperatrice Maria Teresa e l’imperatore Giuseppe II d’Austria. Dentro il palazzo c’è una cappella particolarmente vistosa con il soffitto e le mura affrescati.
La basilica romano cattolica
Innalzata tra il 1752 ed il 1780 in base aIl progetto architettonico realizzato dal famoso architetto austriaco Franz Anton Hillebrant. I lavori invece furono condotti dall’architetto ticinese Giovanni Battista Rica e Domenico Luchini. La basilica ha una navata principale di 70 m di lunghezza e 30-40 m di lato. I muri sono coperti con marmi di Vascau e Carrara. Ci sono due navate secondarie e due torri. Al suo interno è conservato il reliquario con le reliquie di San Ladislao, santo protettore della città. L’Erma viene portata in processioni religiose attorno alla chiesa ed è seguito da molti fedeli. L’Erma è un busto di 60 cm d’argento dorato, che disegna in modo fedele i tratti di San Ladislao e contiene un pezzo del suo cranio. La leggenda dice che la basilica nasconde anche il corpo del santo. Nel 1991 il Papa Giovanni Paolo II alzò la chiesa al rango di Basilica. Davanti alla chiesa si trova la imposante statua di bronzo di San Ladislao. Oltre a questa statua al lato della chiesa si trova anche un'altra statua del grande Re, restaurata e rimessa sul piedistallo nel 2000 dopo aver rimasta riversa sull’asfalto per 52 anni. Questa è la più antica statua in pietra barocca ad Oradea.
Si entra dal solito dalla navata destra, e di giorno è sempre aperto. Proprio nel primo altare secondario paretndo da questa entrata vediamo rappresentata la scena nella qualle la vergine Maria con Gesu appare al re cavaliere Ladislao I e gli chiede di alzare in questo posto una città, che lei la benedirà. Questa citta ò appunto Granvaradino.
Fuori del giardino barocco al lato sinistro della chiesa si trovano colonne dei canonici. La costruzione è stata realizzata seguendo la ideazione del vescovo Forgách Pál e veniva usata come abitazione per i clerici. I dieci edifici costruiti in varie tappe nel corso di 100 anni (1750-1875), mantengono un aspetto unitario grazie al passaggio coperto, lungo 253 m sorretto di 56 colonne massicce unite tra loro con arcate. Oggi, prima di retrocessione dell-antico palazzo vescovile era anche sede del Palazzo vescovile romano cattolico, del Liceo cattolico San Ladislao, di Caritas Cattolica, che in estate offre anche alloggio per turisti, la Biblioteca Bunyitai Vincze, mentre nel sottosuolo vennono organizzati esposizioni artistiche nella Galleria Tibor Erno
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sabato 23 maggio 2009
Castello Miko, Miercurea Ciuc/Csikszereda

foto@transilvaniantourism
La città di Csikszereda fu fondata dal San Ladislao, che è il santo incontrato molto spesso nei ambienti romano cattolici della Transilvania. Ladislao I (1077-1095) re d'Ungheria di famiglia degli Arpadi. Lui edificò qui un castello dopo di che la città diventò ben presto un prospero centro di commercio e di cultura. Ma neanche i amanti della cultura szekely la considerano una citta bella, la sua fama viene piuttosto dal pelegrinaggio di Pentecoste che si organizza nelle vicinanze. Il castello Miko fu alzato nei anni 1611-1621, nel tempo del principato autonomo come residenza del comandante dei szekelyi Miko Ferenc. Il Castello Miko, oggi sede della Museo degli Szekelyi di Csik (9-17 M-D). Il museo contiene reperti archeologici ed etnografici, ricostruzioni della vita pastorale. Nel cortille si organizza una volta all'anno il festivsal di musica antica
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Castello Sofronea
foto@transilvanian tourism
Nelle vicinaze di Arad si trova il castello neogotico costruito il 1789 possedimento della famiglia Purgly. Oggi è sede di un strand (parco acquatico) e di bagni termalli.
Castello di Ineu
Castello-fortezza con quattro torri angolari nelle vicinanze di Arad, fu uno dei baluardi di frontiera del Principato di Transilvania. Il 1566 fu occupato dai turchi, il 1596 fu ripresso da Borbely Gergely,, nel 1646 all'odine di Rakoczi I Haller Gabor lo ricostrui, ma i tuchi lo occuparono d nuovo. Oggi è scuola. La piccola città che c che sorge sul fiume Crisul Alb conta 10.000 abitanti aveva una chiesa già nel 1199 e il 1561 era una città fiorente. I turchi lo distrusero varie volte. Qui si trovano anche i ruderi di un minaretto, e una chiesa protestane con torre di legno eretto nel quattrocento
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Claudia Rhedey e Alessandro di Wurttenberg
La Curia Rhedey si trova ubicata in Sangiorgio de padure/Erdoszentgyorgy. Pochi lo sano che questo paesino fu luogo di nascita della bellisima Claudia Rhedey (1812-1841) per chi un principe rinunciò al trono ma chi poi il destino volle che diventò bis bisnonna della Regina Elisabeta II di Ingliterra.
La famiglia Rhedey era una famglia nobiliare, semplicemente nobigliare. Claudia fu cresciuta nello spirito della sua epoca e partecipava con piacere alle serate e balli tenuti alla corte di Vienna. Qui, a un ballo vienese conobbe Alexander Paul Ludwig von Württemberg il Principe della casa di Württemberg. Si inamorarono uno dell'altro e Alessandro volle sposare Claudia ma il re di Wuttemberg lo minacciò che lo esclude dal diritto di succesione. Questo non fu un ostacolo per il loro amore e per il loro matrimonio. Alessandro rinuncio alla succesione e spossò Claudia. La moglie venne creata contessa di Hohenstein e i figli avrebbero ereditato il titolo materno. Ebbero tre figli: Claudine, Amelie e Francesco. Francesco sposò Maria Adelaide di Hannover. La loro figlia Mary si fidanzò con il figlio del Principe di Galles Edoardo. Il loro secondogenito era Giorgio VI del Regno Unito,padre della Regina Elisabeta II. Ma torniamo in storia all'amore tra Claudia e Alessandro. Anche dopo la nascita degli figli il loro amore rimasse grande come prima Invece nuovamente incinta Claudia si misse in viaggio per andare a trovare il marito, ebbe un'incidente abborti e mori per disanguinamento. Alcuni dicono che fu uccissa in questo viaggio. Alessandro non si riprese mai dell'evento e iniziò a dare segni di squilibrio mentale. La cripta dove è seppolta la contessa si trova nella antica chiesa protestante. Sempre vicino alla chiesa si trova una stanza memoriale. Il Castello/curia costruita in stille rinascimentale della famiglia Rhedey oggi è scuola. Si può visitare quando è aperta la scuola chiedendo informazioni dal direttore.
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giovedì 21 maggio 2009
Castello Wesselenyi
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Foto:@Voros Sandor Zsolt fron www.transilvaniantourism.hu
In Nord della Transilvania, ubicata sulle sponde del fiume Somes nella città di Jibou si trova il castello Wesselenyi. Venne costruito a partire dal 1778 e si trova oggi in buone condizioni. L’edificio venne eretto per sostituire un precedente castello cinquecentescoInfatti è un palazzo in stile barocco e classicista, con una loggia con quatto archi e torretti angolari.
Il conte Wesselenyi è diventato celebre anche per la sua lottà contro la schiavitù.
Nel parco grande che circonda il castello si trova un ampio giardino botanico e due serre in forma di globo (Dorme-globe), nello stille del piramide di Louvre.
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martedì 19 maggio 2009
Il romantico Castello di Bran
Il bello castello sulla roccia, che ci fa venire in mente i tempi dele principesse e cavallieri fu eretto dai sassoni di Brasov per l'ordine del re Luigi Grande, Luigi Angioino d'Ungheria il 1377, per diffendere il Passo Bran dalle invasioni turche. Luigi d'Angioino era re d’Ungheria e Polonia, di Dalmazia, di Valachia, per breve tempo re di Napoli che la conquisto per vendicarsi sulla sua cognata Giovanna. Era nipote di Carlo Martello (di chi parla Dante nella Divina Commedia), il suo regno si stendeva su tre mari: l’Adriatico, il Baltico e il Mare Nero. Era il re cavaliere per eccelenza con ideali cavalereschi del coraggio, magnanimità, eccelenza, eroismo e anche un re che proteggeva le arti, la poesia. Il suo ideale era, oltre a Parcival e ai antenati angioini, il re San Ladislao.
Il castello è uno dei pocchi castelli ben tenuti anche nel tempo del sistema communista perchè dopo l'Unione della Transilvania con la Romania , il 1918 qui abitò la regina Maria aggiunse molti detagli romantici.
Inoltre Bran era la sede della più feroccia scuola della SEcuritate romena, dove si insegnava come liberarsi dagli nemici del sistema, con torture o attraverso ospedali psichiatrici politici.
E purtroppo affollato dai turisti e venditori ambulanti di kitsch.
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lunedì 18 maggio 2009
Castello-Fortezza di Fagaras
Nel 1539 il principe Stefan Mailat sul posto di un'antica fortezza ne construì un'altra più adatta alle esigenze di guerra del suo tempo. Bethlen Gabor il 1623 riorganizzò il sistema di difensivo, trasformando la fortezza in una struttura fortezza-castello. Al tempo del principe Apafi Mihaly (1661-1690) il castello di Fagaras divenne dimora principesca e sede delle Diete (le adunanze nazionali della Transilvania).
Quì Loràntffy Zsuzsanna nel 1657 organizzò la scuola calvinista romena, perchè anche i bambini romeni imparassero a leggere e a scrivere, e non solo i figli degli ungheresi e dei sassoni. Un approfondimento interessante qui.
La fortezza ha la forma quadrata con quattro torri massicce ed un grande cortile, è circondata da un fossato pieno d'acqua.
La fortezza di Fagaras si trova a metà strada tra Sibiu e Brasov sulla sponda dell'Olt.
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Il Castello Lazar
Il Castello Lazar si trova sulla strada tra Gheorgheni e Tplizta, nella regione chiamata la terra dei Szekely. Il castello è stato ristrutturato, conservando le strutture, gli affreschi e gli ornamenti originali. Il castello si trova nel piccolo paesino di Szàrhegy/Lazarea. Quando siamo stati noi, nel cortille si stava organizzando un campus di canzoni popolari. L'interno è molto austero, i mobili di legno massiccio sono originali. In questa casa, proprietà del zio materno, visse la sua infanza il principe Gabriele Bethlen, uno dei più grandi principi di Transilvania. La foto proviene da wikipedia commons.
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Un castello sulle Tarnave:Sanmiclaus
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Le foto provengono dal blog di Radu Oltean per sua gentile concessione.
Il castello mi fa tornare in mente la poesia sull'Atlantide sommersa che grida dal profondo. Ci troviamo sulla Tarnava, tra Alba Iulia e Sighisoara, a Sanmiclaus, che, in italiano, sarebbe san Nicola. Questo è (stato) uno dei bellissimi castelli degli Bethlen costruiti in stille tardorinascimentale. Fu progettato e costruito da Bethlen Miklos alla fine del XVII secolo. Il castello è in situazione di degrado in quanto lasciato in abbandono. Lo Stato non prende l'iniziativa di restaurarlo per paura che qualche antico proprietario appaia a reclamarne la proprietà, cosi piano piano va in rovina. Si trova sulla terrazza del fiume, in un ambiente bucolico di interesse e bellezza che meriterebbe di essere valorizzato.
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domenica 17 maggio 2009
Cetatea de Balta e i vini di Jidvei
foto@ erdely-szep.huNelle vicinanze di Blaj e di Alba Iulia sul fiume Tarnava Mica si trova un castello in stille rinascimentale con quattro bastioni a torre; è conosciuto come Cetatea de Balta. Il castello fu costruito nel XVII secolo dal fratello di Bethlen Gabor principe di Transilvania, successivamente divennne proprietà della famiglia Haller. Il castello è in buone condizini ed è molto vistoso ma non può essere visitato all'interno perchè proprietà privata: è sede di una campagnia vinicola forse la più grande della Transilvania. Jidvei. Infatti da lontano si vedono attorno le colline coperte di vignetti. Per gruppi si possono degustare i vini previa prenotazione (tel. 0256-881-881)
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venerdì 15 maggio 2009
Il Castello Hunyadi, Hunedoara

A Hunedoara, alle pendici dei Carpazzi Meridionali c'è uno dei più bei castelli dell'Europa dell'Est; è Il fiabesco castello degli Hunyadi.
Lonely Planet scrive cosi: "In nessun luogo della Romania il contrasto tra passato e presente è così stridente come a Hunedoara, una città a Sud della Deva dove i giganteschi scheletri di acciaierie abbandonate fanno da cornice spettrale ed arruginita a uno dei castelli più belli dell'Europa Orientale. Stiamo parlano del Castello Corvino(...) una fortezza gotica del XIV secolo che si è conservata intatta ed è considerata una della gemme architettoniche della Transilvania- una fama più che meritata.
Questo fantastico monumento è il simbolo della grandezza e del dominio ungherese(...) il che lo ha reso piuttosto impopolare sotto il regime di Ceusescu.
Il castello, che sembra uscito da un libro di fiabe....
(Lonely Planet, Romania e Moldova, 2004 p.191)
"Il castello è cosi bello cosi fiabesco che sembra irreale" dice Patrick Leigh Fermor in Between Wood and Water
Non è facile da raggiungere ma neanche tanto difficile. Ci si deve arrivare prima a Deva e dalla stazione dei treni noi abbiamo preso un pulmino per Hunedoara. L'orario di apertura era 9-17. Lunedi chiuso
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venerdì 8 maggio 2009
Il restauro del Castello di Bontzida
Nell'anno 1944 le truppe tedesche hanno spodestato i antichi proprietari del Castello di Botzina per usare il castello come ospedale militare. Le truppe tedesche in rittiro poi hanno saccheggiato, distrutto e incendiato il castello. Allora bruccio l mobiliero , la pinacoteca, la biblioteca. Un motivo della furia tedesca era anche il fatto che l'ultimo padrone del castello Banffy Miklos iniziò una negociazione tra Ungheria e Romania purchè tutte due cambino fronto e opporsi alla Germania, cosi il saccheggiod el castello era una vendetta indirizzata al conte.
In una parte ancora in funzione del palzzo il sistema communista installò la CAP , la coperativcva agricola. La nazionalizazone e la amncanza di qualsiasi ristrutturazione portarono il palazzo in condizioni di forte degrado, i mattoni furon usati da abitani per costruire le proprie abbitazioni, i alberi del parco furono usati come legna per fare fuoco. Il Museo delle Belle Arti di cluj riusci a salvare le statue del bello parco barocco. Là si trovano tuttora.
Dopo il crollo del regime communista commincio la ristruturazione del castello. Un passo decissivo in questo senso fu l'accordo sottoscritto dal Ministro della Cultura di Romania, l"Institute of Historic Building Conservation" dalla Gran Bretagn e l'Ufficcio per la protezione del Patrimonio Culturale di Ungheria. I lavori di ristauro avvennerò sotto l'Alto Patronato del Principe Carlo Windsorr, Principe di Galles. Lui visitò varie volte il cantiere di ristauro. Il ristauro condotto dalla fondazione Transilvanian Trust fu premiato dall'Unione Europea con il premio "Europa Nostra".
Oggi è un punto di interesse, si organizzano festivalli medioevali e scuole di restauro. Per chi conosce il romanzo Dio misurò il tuo regno di Bannffy Miklos, grand parte dell'azione si svolge qui, nel castello di Banffy.
Il Castello Banffy di Bontzida
La famiglia nobiliare Bannfy ricevette dall'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo il dominio di Bontida (si pronuncia Botzida) una trentina kilometri di Cluj. Banffy Denes (1638-1674), signore di Cluj e consigliere del principe di Transivania Apafi Mihaly fu quello che comminciò la costruzione del castello attuale, sotto la supervisione dell'architetto italiano Agostino Serena. La prima costruzione era una fortificazione con quatro bastioni con un'alta torre all'entrata e con un ampio giardino nel sud del palazzo.
Il suo erede omonimo, Banffy Denes, cominciò la ricostruzione del castello nel 1745 in stile barocco austriaco, seguendo i progetti dell'architetto vienese Joseph Emmanuel Fischer von Erlach.
Furono creati nuovi palazzi, e l'insieme assunse la forma ad U, aggiungendo anche il parco di divertimento sul Somes sempre in stille barocco con laghi, sentieri, statue e fontane.
Nel 1820 Banffy Jozsef dimolì la torre d'entrata, e fece alzare dall'architetto
Antal Kagerbauer una nuova ala del palazzo modellando il parco e rinunciano ai severi tratti barocchi mutandoli in ambienti romantici, liberi con l'aggiunta di un giardino all'inglese;
Sempre allora lo scultore Johann Nachtigall creò un ciclo di grandiose statue ispirate alle Metamorfosi di Ovidio che ornavano la porta.
Alla fine del XIX secolo il castello di Bontzida aveva un aspetto mirabile ed alcuni lo chiamavano la Versailles della Transilvania (ma seconodo me era molto più bello di Versailles).
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martedì 5 maggio 2009
Petofi e Giulia, amore a prima vista, Castello degli Karolyi, Carei
In questo bello castello neoromantico della famiglia nobiliare Karolyi si sono conosciuti Petofi Sandor con la sau moglie Szendrei Julia. Era una serata di ballo e Petofi s'innamorò subito perdutamente di lei. Lei invece diceva a sua amica che non gli piace di lui perchè la guarda con troppa passione ma in realtà gli piaceva ma voleva metterlo alla prova. Petofi Sandor chiese la mano di Giulia ma al padre di Julia non piaceva Petofi Sandor perchè era troppo boemo, un'attore, un'artista. Allora Petofi andò a Debrecen e per dispetto chiese la mano di una attrice. Allora Giulia riusci a convingere il suo padre che lei non vuole nessun altro marito che Sandor. Un anno dopo i sono sposati e la prima notte lo passarono a Baia Mare/Nagybanya in una locanda che ancora oggi si riccorda di questo grande bello evento.
Voi, acacie di questo giardino...
Voi acacie di questo giardino,
alberi di dolce memoria,
ciascuno dei vostri rami
è tanto caro al mio cuore.
Diletti alberi, salve!
Siate benedetti
e benedetto sia anche colui che vi piantò.
Abbondante scenda su voi
benedizione di rugiada e di sole:
lieti canori uccelli tremolino
sui vostri rami; eterna duri la primavera
tra le vostre versi chiome;
ché la vstra vita
sia bella come la mia.
Sotto questi alberi vidi
per la prima volta la mia diletta;
di ques'acacie all'ombra
sedette rimpetto a me;
qui avenne che dal suo occhio
una scintilla d'amore
volò nel mio cuore.
Ricordo anche l'ora; e come non ricorderei,
nonostante il tempo da allora trascorso;
ricordo l'ora in cui accese
l'aurora del mio amore.
Un'aurora che non ha mai abbellito il cielo.
Quel alba si è tramutata in meriggio,
meno romantico forse, ma più pieno di ardore.
Verrà (e quando?) anceh il tramonto del mio amore?
Oh non temere, adorata donna del mio cuore!
Giungeremo al crepusculo, ma molto innanzi.
Se verrà, verrà per stendere sul nostro volto
una bella coltre dorata e quando
ci porranno sotterra, il nostro amore trasformato in una stella, brillerà
sulla nostra verdeggiante tomba
nell'azzuro cupo della notte.
A Coltau/Kolto da dove proveniva Julia c'è una statua che presenta i due innamorati. La luna di miele lo passaronò al castello di Ardud/Erdod di cui oggi sono rimasti solo i ruderi. Poi ci sono molte altre città che riccordano il poeta. Purtroppo Sandor morl due anni dopo lo sposalizio nelle battaglie nella Rivoluzine di 1848 vicino a Sighisoara.
Altri poeti e autori ungheresi della Transilvania . Ady Endre, Remenyik Sandor, Aprily Lajos, Dsida Jeno, Remenyik Sandor, Jannus Pannonius, Juhasz Gyula, Wass Albert, Arany Janos, Tamasi Aron, Benedek Elek etc.
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