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domenica 26 luglio 2009

Le fortezze di Kalotaszeg

Le grandi fortezze diffensive della zona Kalotaszeg purtroppo sono in rovina da quando i austrieci ci hanno liberato dei turchi , nel 1711, infatti a seguito della sconfita della rivolta di Rackoczi; Il criterio del armistrizio era quella di far saltare in aria la gran parte delle fortezze diffensive della Transilvania. cosi comminciò il dominio austriaco nella Transilvania. Piaciono ai amatori di castelli in rovina. La foto provengono da wikipedia commons
1.La forteza in rovine di Leta/Liteni
2.La fortezza in rovine di Bologa, si dice che è molto pittoresco anche cosi in rovina. Si arriva anche con il treno a Bologa.
3.La fortezza in rovine di Almas (direzione Zalau, partendo d Huedin)


mercoledì 20 maggio 2009

La fortezza di Deva




{Nella valle del basso Mures tanto tempo fa vivevano le fate. Loro avevano creato quelle colline e avevano ordinato le valli. Alcune fate erano bellissime. Una aveva le sue tende nella zona di Deva, l'altra nella zona che oggi di chiama Sanmaria Orlea, ma allora si chiamava la città della felicità ; la terza abitava la destra di Mures, a Soimos. Le tre fate, che giocavano sempre assieme decisero di costruire ognuna qualcosa di bello e indistruttibile. Ognuna costrui una fortezza, ma delle tre fate solo Deva chiese anche l'aiuto di Dio, e Dio l'aiutò ad alzare appunto la fortezza di DEVA che nessun nemico esterno avrebbe potuto distruggere. Questa antica leggenda ricorda infatti che la fortezza alzata sulla collina di Deva affrontò tante vicende, durò più a lungo degli altri due castelli; ed alla fine se fu distrutta fu a causa di una esplosione prodotta per errore da un soldato che la ridusse rovina, ma come aveva detto la leggenda non fu distrutta da un nemico esterno

Un altra leggenda dice che la fortezza fu alzato inmurando una persona, la moglie dell architetto nelle mura

La fortezza è molto fascinossa vista dalla valle di Mures. L'anno scorso era in restauro, se l'hanno finita vale la pena visitarla.
Sempre qui si trova la tomba di David Ferencz, il fondatore della chiesa unitariana

sabato 9 maggio 2009

Le campane di Atlantide, le rovine di Transilvania

Purtroppo molti dei ntichi castelli di Transilvania sono stati lasciati n rovina e sono lasciati ancora oggi, anche per cancellare il riccordo nella Transilvania di altri popoli di quello romeno. Ci sono anche eccezioni o castelli salvati dalle fondazioni dedicati a questo lavoro Non tutti i castelli hanno avuto la fortuna di quello di Bontzida. Alcuni castelli o rovine, che le possiamo immaginare che erano molto belli una volta sono in completo degrado.
Per esmepio il castello di Sanmiclaus,il castello di Martinuzzi, di Ozd. Ma ci sono anche altri. E ciò che mi rattrista è che veramente ci sono alcuni romeni che considerano che inquanto questi castelli appartenevano alla nobiltà magiara di Transilvania allora non è grave che vengono persi. Ma ci sono sempre eccezioni e questo fa sperare. Proverò dare un riassunto a ciò che è scritto là sui castelli lasciati in rovina in Transilvania.
Questi castelli mi riccordano di una poesia, che ho tradotto (senza considerare che è al livellod ella poesia originale) ma mi pace, il poeta paragona Transilvania col un'Atlantide che piange, suona come le campanne, sproffondata sotto i mari.

Remenyik Sandor

Il canto di Atlantide

Come Atlantide sommersa,
Ascolta, la Transilvania suona nel profondo
Piangono silenziose sott'acque (negli abissi) campane di paesini Szekely

Oh Viandanti, oh voi che navigate
Là, nella notte nebbiosa ascoltate,
dagli abissi il suono di una Transilvania sommersa.

Invece, quante volte sento dei proggetti riusciti di diverse fondazioni er salvaguuardia del patrimonio mi sembra a vedere questa Atlantine che si alza e ritorna alla luce dall'oscurità dove è stata sommersa.

martedì 5 maggio 2009

Balvanyos:leggende e storia II


Al Castello Balvanyos della famiglia Apor è legata una interessante vicenda.
Quando la famiglia degli Arpad dopo 400 anni di regno, si estinse senza figli, la nobiltà chiamò Venceslao di Boemia a regnare, ma lui non accettò e in sua vece mandò Ottone di Baviera come Re. Ma nel Regno ungherese, anche perchè seguivano le indicazioni della grande nobiltà, nessuno voleva proprio obbedire ad Ottone;
Quindi malgrado che ottone si presentasse ai castelli dei nobili come alle città mostrando che aveva la sacra corona di Santo Stefano nessuno gli dava ascolto e tutti lo snobbavano.
In queste sue defatiganti peregrinazioni Ottone di Baviera arrivò alla fortezza di Balvanyos dove abitava il voivoda transilvano Apor Laszlo.
Per tentare un nuova carta chiese la mano della figlia di Apor, sperando che cosi ricevendo l’appoggio della più importante parte della Ungheria anche gli altri lo avrebbero accettato come Re.
Apor Laszlo invece di dargli la figlia (già promessa al nobile valacco Dragut) lo fece arrestare lo chiuse nella prigione; Lo lasciò libero solo quando Ottone promise di rinunciare al trono ungherese. La corona invece Apor Laszlo la trattiene là a Balvanyos, ma non per se, ma semplicemente a disposizione di un Re meritevole. Questo gesto fece clamore nel mondo cristiano, ma il voivoda transilvano non si lasciò impressionare nè dalla nobiltà nè dalle minacce del Papa. Dopo nove anni quando il re Carlo Roberto Angioino nel frattempo incoronato con una corona di riserva, guadagnò la fiducia della famiglia Apor e degli ungheresi allora il voivoda transilvan gli portò la corona originaria di santo Stefano, non senza aver fatto promettere alcune condizioni a Carlo Roberto.
La fortezza di Balvanyos passò indenne per diversi secoli anche durante il protettorato turco ma come molte alte fortezze di Transilvania conobbe l'onta della conquista e della distruzione ad opera delle truppe "liberatrici" austriache in seguito alla rivolta antiasburgica di Rakoczi Ferencz.

lunedì 4 maggio 2009

Balvanyos:leggenda e storia

Su una rupe nei Carpazzi Orientali si alza una fortezza diroccata, praticamente ci sono solo ruderi. Qui viveva una delle più grandi famiglie nobiliari della Transilvania, la famiglia Apor.

Una leggenda vuole che la fortezza fu costruita dalle Fate e dai Titani. Un giorno una fata raccolse alcuni uomini e li mostrò a suo padre come curiosità. Suo padre le disse di lasciarli liberi perchè gli uomini saranno "i nostri eredi; e quando noi non ci saremo più loro avranno cura del nostro regno"

E non è causale che Balvanyos fu l'ultimo baluardo del paganesimo ungherese. Santo Stefano d'Ungheria organizzò la cristianizzazzione dei ungheresi. L'ultima fortezza dove si sacrificavano animali per il Hadur era Balvanyos. Hadùr ovvero Hadak Ura vuol dire il Signore della Guerra, anticamente un dio del fuoco, figlio dell Padre Oro e Madre Alba: aveva due fratelli il re Sole e il Re Vento. Il Sole abitava nella foresta d'Oro, il Vento nella foresta d'Argento e la Guerra nella foresta di Bronzo, che si trovavano in cima dell'albero della vita; Da qui dall'alto Hadur buttò per terra una spada per Attila. I Szekely discendenti degli unni, per ritornare a Balvanyos.
Dunque Apor Pèter l'ultimo nobile pagano, fedele agli antichi Dei si innamorò della bella Mikò Ilona, e il suo amore non rimasse senza risposta, la fanciulla lo amava altrettanto. Ma i genitori di Ilona non gli permettevano a sposarsi con un pagano. Allora lui, seguendo un rito pagano rapi la fanciulla. La famiglia Mike assediò la fortezza. Ilona pregò Peter di diventare cristiano, cosi metterebbe fine a questa guerra tra la sua famiglia e il suo sposo. Il giovanne infine accettò un compromesso mentre lui sarebbe rimasto pagano e promisse avrebbe accettato che i suoi figli fossero battezzati; Allora l'assedio si trasformò in una festa di nozze.