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sabato 29 novembre 2014

Andreanum o La Bolla d'oro dei sassoni di Transilvania




Il 30 Novembre 1224:
Andrea II re d'Ungheria riafferma il privileggio offerto dal duo predecessore Geza II, ai sassoni di Transilvania. Questo editto oggi perso è conosciuto con il nome Andreanum/Diploma andreană/Goldener Freibrief.
La regione sassone si trova tra Orăștie/Broos/Szászváros e Baraolt/Barót/Boralth, è riconosciuto un territorio autonomo che gode di tanti privileggi, grazie alla sua autonomia. In cambio di queste libertà ha un obbligo militare e fiscale verso la corona.
La bolla d'oro riaffermare i privilegi, le libertà dei colonisti sassoni, libertà che sono state mantenute durante l'intero medioevo, alcune anche fino il 1876. Nel 1486 Mattia il Corvino, re d'Ungheria riconferma le libertà, i privileggi reali garantiti dal'Andreanum per tutta l'universitas (comunità) sassone.
Il documento originale è andato perso. Ne abbiamo solo la riconferma del 1317 della Bolla d'oro o Andreanum, riconferma firmata col timbro reale del re d'Ungheria Carlo Roberto d'Anjou. La pergamena in latino si trova nei archivi nazionai della provincia (judet) Sibiu.

Le libertà che guarantiva questo atto si riferiscono alla provincia di Sibiu e ha unito da punto di vista giuridico i sassoni che abitavano qui. I privilegi accordate ai sassoni di Sibiu sono diventate il punto di partenza dell'unita giuridica dellintera terra dei sassoni, terra chiamata poi Fundus Regius/Konigsboden. Questi privileggi reali (oggi li diremo dritti maprobabilmente non è il termine coretto da punto di vista storico) sono rimaste in atto per 650 anni e hanno portato a 800 anni di sviluppo del popolo sassone in Transilvania.


venerdì 1 aprile 2011

Jibou, Wesselenyi, storia della Transilvania


La statua di Wesselenyi scolpita da Janos Fadrusz, si trova in Zalau.
L'ho copiata dalla wikipedia inglese
Wesselenyi fu un personaggio politico culturale importante in quanto riguarda l'eliminazione di schiavitu.
Era figlio di Mikos Wesselenyi e Ilona Cserey, nacque a Zsibo/Jibou il 1796 e mori a Pest il 1950. Il suo castello
Grande promotore del rinnovamento politico e sociale dell'Europa danubiana del XIX secolo.. Si batté per l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, l'estensione della proprietà contadina e contro la servitù.

Abile amministratore dei suoi possedimenti terrieri, tipico personaggio romantico: grande pensatore e oratore, abile cacciatore, spadaccino, nuotatore. Come nuotatore vinse molte gare di abilità sulle acque del Danubio e del Balaton e divenne un vero e proprio eroe con i suoi coraggiosi salvataggi durante la terribile alluvione del 1838 che colpì molti quartieri popolari di Buda-Pest).

Per la sua attività politica riformista dal 1835 fu processato più volte dalle autorità asburgiche, sia in Transilvania che in Ungheria

A Jibou si trova il suo castello circondato da un giardino botanico.
http://www.panoramio.com/photo/38919267

lunedì 14 febbraio 2011

storia dell'astronomia

For about two centuries (1464-1667) the prime meridian (0 longitude) used for navigation maps, was in the Fortress of Oradea, near the former Bishop's Palace.
http://www.meridianzero.ro/istoric_en.html

mercoledì 24 marzo 2010

Un po di storia

Quando visitate le città di Transilvania si vede in molte di loro una bella impronta austriaca. L'ccidente ha visto sempre la conquista austriaca del centro-est Europa come una vincità sui turchi, come una cosa positiva. Ma in quel momento l'evento fu tutt'altro che positivo. Dopo sanguinose guerre antiaustiache la nobiltà Transilvana f obbligata a accettare una risoluzione. Secondo questa invece si dovevano fare saltare in aria tutte le fortezze ungheresi e transilvane. Era nel 1702. Si possono vedere ancora molti castelli in rvina che furono buttati in aria allora. Cosi distrusse l'Impero austriaco gran parte del patrimonio medioevale di Transilvania per poi ricostruirla alla sua immagine.

martedì 24 novembre 2009

Ludovico Gritti tra l Venezia l'Impero Turco, Transilvania


Un libro di storia molto ben documentato e di piacevole lettura, sul figlio del doge Andrea Gritti. Ludovico Gritti fu ambasciatore di Venezia a Costantinopoli, era la terza persona più importante dell'Impero Ottomano dopo il Sultano, Solimano il Magnifico ed il Gran Visir, e viveva nel lusso e nello sfarzo nel quartiere di Perra;.
Quando Ferdinando di Asburgo nel 1529 occupò l'Ungheria e la Transilvania, Venezia si sentì mincciata allora spinse il suo ambascatore a Costantinopoli a chiedere l'intervento del Sultano per ripristinare l'equilibrio in Ungheria e nei balcani nonchè il reinsediamento in Ungheria del re Giovanni Zapolya.
Gritti svolse egregiamente l'incarico commissionato dalla madre patria; Solimano il magnifico acconsentì a tutte le richieste dell'ambasciatore veneto nonchè suo grande consigliere. Pertanto i Turchi, guidati di fatto dall'Ambasciatore di Venezia, tornano in ungheria nel 1529 tre anni dopo la vittoria di Mohacs, questa volta non per conquistarla ma per riinsediare il Re Giovanni e proteggerli dagli Asburgo.
Sia la riconquista che il reisediamento dello Zapolya avvengono agevolmente.
Factotum in questa impresa è appunto messer Gritti, che pur senza essere sotto l'autorità del Sultano lo rappresenta in diverse mansioni tra cui quella di incoronare lo Zapolya, diventare prima suo tesoriere e poi governatore d'Ungheria.
E' allora che Il Gritti comincia a manifestare i lati meno noti del suo carattere di despota.
Inizia a imporre tasse su tasse come non si era mai visto in Ungheria e in sopraggiunta emana editti con obblighi di acquisti di merci su cui lui ha il monopolio (in particolare obbliga gli ungheresi a comprare quantità industriali di zafferano).
Tutti sono esterrefatti, la nobiltà ungherese si è sempre autogovernata e non è disposta ad accettare un potere dispotico, lo stesso Re si sente troppo stretto da questo pericoloso benefattore che lo ha di fatto esautorato e lo ha costretto a sottoscrivere editti impopolari ed in contrasto con le tradizioni del suo popolo.
Lui era responsabile di fare pace tra i Turci e Ferdinando,ma sembra che il 1934 al ambasciatore austricao avesse detto che durante l'assenza si Solimanoper causa di guerra con Persia, Austria potrebbe riconquistare territori turchi, dunque sembra era un traditore. Sara questo il motivo che nemmeno i turchi hanno soccorso nel suo aiuto a Medias

Come andrà a finire .....

(segue, non ho finito ancora il libro, la fien è terribile poichè gritti sara sbranato a Mediasch)

lunedì 7 settembre 2009

La chiesa unitariana e la "diabolica" liberta religiosa in Transilvania del XVI

La chiesa unitariana

Molto vicino della Piazza Uniri, in via 21 dicembre si alza una chiesa bianca in stille barcco e neoclassico che semra come tante altre in tutta l'Europa. Questa è la chiesa unitariana, affiancata dal Liceo Unitariano Janos Zsigmond. Possiamo passargli accanto senza osservarla, come passamo accanto a molte cose importanti senza vedergli; invece questa chiesa nasconde una parte essenziale della storia della Transilvania e dunque dell'anima transilvana. Questa chiesa, in quanto chiesa unitariana non in quanto palazzo ebbe un ruolo politico legislativo decissivo per costruire l'identità transilvana. La chiesa unitariana arrivò al potere, quando il principe Giovanni Sigismondo (Janos Zsigmond) si converti al unitarianesimo. E cosa fecce il principe? Cosa avrebbe fatto la chiesa romano cattolica per esempio? Ha imposto a tutti la propria fede? No, Janos Zsigmond insieme con il vescovo unitariano David Ferencz, il gennaio 1568 alla Adunanza Nazionale di Turda dichiararono la libertà di coscenza e la tolleranza religiosa in Transilvania "Nessuno può essere menomato per la sua fede e ogni comunità segua l'insegnamento che desidera perchè la fede o proviene da Dio o non può essere costretto nessuno a credere".


Nel centro di Cluj, e nei centri di tutte le città transilvane (ma anche nei paesini di 3-400 persone dove questo fatto potrebbe essere ancor più signivicativo) incontrate le chiese di varie confesioni che vivono senza conflitti insieme da secoli. Qui si vede la chiesa cattolica San Michele, quella evangelica e quella unitariana, ma nelle vicinanze c'è anchela chiesa calvinista, greco-cattolica e quella greco-orientale.
La dichiarazione di Turda di 1568 fu considerata diabolica da gran parte dei preti e principi di Europa Occidentale, ma Transilvania diventò luogo di rifuggio per tutti i perseguitati per motivi religiosi. E l'ideale della libertà religiosa diventò fondante per la Transilvania anche nei secoli scorsi. Per questo L'Impero Austriaco quando occupò la Transilvania provò sradicare l'unitarianesimo, ma perseguitò anche i ortodossi e i protestanti.
Comunque rimangono 150 anni del Principato di Transilvania che dimostrano che la convivenza tra le diverse religioni è possibile. In questo senso la Transilvania è stat sempre molto diversa dal Italia e non solo dal'Italia.


La pietra di David Ferencz

I profughi religiosi arrivati dall'Italia, Germania, Svizzera, contribuirono pienamente allo sviluppo della neccessità della lege in favore al pluralismo religioso. Giorgio Biandrata, il medico di corte, portò con lui dalla Svizzea, oltre alle delusioni in ricerca di una vera riforma religiosa le idee di Sebastian Castellion sul fatto che nessuno puo essere perseguitato perche questa contraviene alla religione dell'amore. Giacomo Paleologo perseguitato in Italia e poi brucciatò sul rogo a Roma diventò rettore in Collegium Antitrinitarianum di Cluj, dove insegno sul fatto che tutte le religioni monoteiste sono uguali davanti al Dio.
In quei tempi erano in uso in ransilvania le dispute pubbliche sui temi religiosi, dove due persone si confrontavano su diversia rgomenti e poi si scegliva il vincitore, quello più convincente. Quets apietra si trova nela chiesa unitariana. Si dice che una volta David Ferencz fu chiamato ad Alba Iulia davanti al principe per partecipare alla disputa pubblica. Doveva confrontarsi con Meliusz Peter, calvinista che voleva la morte dei antitrinitariani. Ma il risultato della disputa fu la conversione del principe. Sulla stada di ritorno da Alba Iulia David Ferencz sali su questa pietra che si trovava all'entrata della città disse "Abbiamo vinto!" e tenne un discorso cosi convincente che l'intera città si converti all unitarianesimo.

L'interno della chiesa unitariana

L'interno della chiesa è semplice, bianco ma solenne e sereno.
"Quale sono le dogme dell'unitarianesimo?"
"Che Non esistono dogme"
"Siete cristiani?"
"Si perchè Gesu è il nostro modello umano e tutti possiamo essere come lui."
"Ma lui è un Dio natto senza peccato"
"Non, è un uomo, Dio è solo uno, e tutti siamo nati senza peccato"
"La vostra religione è superiore a altre religioni?"
"Non tutte le religioni sono ugualemnte degne"

La religione unitariana si cimentò in Transilvania da dove si diffusse poi in Ingliterra e nei Stati Uniti; aveva tra i suoi seguacci Isaac Newton, Charles Darvin, Thomas Jefferson e altri. Forse anche William Penn, chiuso tre volte in priggione per motivi religiosi era a conoscenza del fatto che in Transilvania riesce regnare la libertà religiosa e per questo chiamo il suo paese Pennsylvania, con un nome cosi risuonante con la Transilvania (il solo paese a quel ora dove non eri perseguitato per la religione) e non a caso tra le sue prime leggi fu quella della libertà di fede.

La chiesa si può visitare da lunedi a venerdi dalle 9-14 suonando alla parocchia dietro la chiesa.

sabato 13 giugno 2009

La canzone dela Rivoluzione di 1989 Timisoara

La fine della dittatura communista, la fine del terrore di parlare, di essere sentiti dalla securità e portati in prigione come è successo a tanti altri seguiti. Dopo appena due tre mesi quelli con chi facevamo la Rivoluzione hanno comminciato cercare nuovi motivi di odio, Iliesco istigava la gente all'odio i rumeni contro gli ungheresi, i minatori contro gli studenti. Ma niente toglie il fatto che il terrore è finito allora. Noi non andiamo via, noi non moriiamo. Purtroppo l?occidente oggi non crede neanche che il communismo è stato una dittatura.

lunedì 8 giugno 2009

Giovanni Hunyadi, la battaglia di Belgrado

La battaglia di Belgrado, autore sconosciuto del XIX secolo
Perchè suona la campanna ovvero la storia del Cavaliere Bianco
L'avvanzata dei turchi ottomani in Europa sembrava ormai inarestabile
Il Sultano Mahomed II conquistò il 29 maggio 1453 Constantinopoli e lo fecce capitale del proprio impero. Il Papa Calisto chiese ai paesi cristiani di partecipare a una crocciata, ma tutti avevano altro da fare. I turchi si avvicinavano verso le mura di Belgrado. Solo dei serbi e ungheresi e di popoli colpiti direttamente si sperava aiuto. Cosi Hunyadi, detto Il Cavaliere Bianco e Giovanni Capestrano radunnarono le truppe di soldati improvissati. Ma il loro numero era 10 volte minore delle truppe turche. Fu nel tempo della battaglia che Il papa Callisto II chiese a ogni chiesa di suonare le campane per augurare la vittoria dei cristiani. Mohamed II cominciò a assediare Belgrado il 4 luglio 1456. Mohamed usava i cannoni nella conquisa di Costantinopoli, Belgrado non era costruito a resistere a un simile affronto
Hunyadi Janos con le sue truppe, in una battaglia navale sul Danubio sfonda la barriera degli navi assedianti turchi e si incontro con le truppe del suo cognato Szilágyi Mihály impegnati nella difesa della fortezza. Si dice che il Danubbi blu diventò rosso di sangue. Il 21 luglio le due truppe cristiane uniti contrattaccano poi il giorno dopo condotti di Hunyadi e Giovanni Capistrano escono dalla fortezza e sconfiggono i turchi. Questa vittoria fermò per 70 anni l’avanzata turca in Europa.
Per ricordare la vittoria di Belgrado contro i turchi commincisarono suonare tutte le campanne di Europa Cristiana. Da allora suonano la mezza della giornata

giovedì 4 giugno 2009

Il trattato di Trianon

90 anni fa, 4 giugno 1920 si è decisso a Parigi nel palazzo del Grande Trianon di Versailles lo smembramento del REgno Ungherese e l'Unione della Transilvania con la Romania.
La decissione fu presa dal primo ministro britannico David Lloyd George, il primo ministro francese Georges Clemenceau, e il presidente statunitense Woodrow Wilson.
Secondo il grande storico britannico Eric Hobsbawm, facendo propri i Quattordici punti di Woodrow Wilson, i Trattati di Versailles aprirono la strada - con la riorganizzazione, su base etnica, della carta dell'Europa - alle successive pulizie etniche e all'Olocausto. L'intenzione dei poteri occidentali fu di anullare il regno più forte central-europeo.
Con questa decisione il Regno Ungherese fu ridotto a un terzo della sua superficie e 3 milioni ungheresei furono costretti a vivere fuori delle frontiere dell'Ungheria. Ma questa non cambia il fatto che sia Transilvania, sia Slovacia che Voivodina hanno una importante cultura ungherese.
Il mio parere personale: Il periodo austriaco della Transilvania è stato peggiore, le religioni non cattoliche venivano perseguitate, le fortezze difensive buttate in aria.
La politica romena non perseguita le minoranze etniche. Semplicemente le ignora, le vuol ignorare ma i ungheresi sono abbastanza rumorosi per essere ignorati. Le città sassoni sono troppo belli per essere ignorati. Per esempio ad Alba Iulia, antica capitale, c'è una sola statua di principi di Transilvania, quella di Michele il Bravo. I altri 24 principi di Transilvania non sono perchè non erano romeni. A Cluj la piazza della chiesa ortodossa bene illuminata, mentre quella della chiesa gotica e cattolica lasciata in buio. Si, è una forma di damnatio memoriae ma piano piano si accorgono anhce loro che la vera stroia della Transilvania è più interesante e che vale la pena essere conosciuta.

mercoledì 3 giugno 2009

Il regno di terrorre di Giambatista Castaldo


In immagine L'assassinio di Fra Giorgio Martinuzzi
Giorgio Martinuzzi, il percettore dell’ancora infante Giovanni Sigismondo gioca il trono di Transilvania per la mano dell’Austria. Isabella è costretta a lasciare la Transilvania.
Gli Asburgo nominano Giambattista Castaldo sul trono transilvano. Castaldo nominò un vescovo cattolico per la sede di Alba Iulia e convocò un sinodo per preparare le rappresaglie contro la riforma e cercare di riconvertire anche con forza quelli che si erano allontanati dalla chiesa cattolica.
Molti preti si sentivano offesi del suo atteggiamento autoritario e arrogante. Bistriza non si presentò affatto al sinodo.
Ala fine con l'aiuto dei turchi, della nobiltà valaccha e moldava Castaldo fu cacciato dalla Transilvania

La regina Izabella e il principato di Transilvania


Nel centro della Transilvania dove s’incontrano i fiumi Mures e Apold sorge l’antica capitale di Transilvania, Alba Iulia; Alba Iulia (che in ungherese è detta Gyulafehervar cioè la città bianca del re) fu sede del primo vescovado della Transilvania.
Dopo la disfatta degli Ungheresi ad opera dei Turchi a Mohacs nel 1526 l’Ungheria fu assegnata agli Asburgo. Il papa riconobbe l’imperatore Asburgo quale legittimo re d’Ungheria, ma la nobiltà locale di Transilvania, mossa da un forte desiderio di libertà e di indipendenza (i re ungheresi erano eletti dalla nobiltà) non accettò mai questa sottomissione ed elesse come il proprio Sovrano il Principe Giovanni I Zapolya (1529-1540).
Il papa scomunicò allora il principe Giovanni I Zapolya ma nonostante la scomunica del papa lui fu proclamato re d’Ungheria e di Transilvania dalla nobiltà locale. Dopo lunghe battaglie Zapolya e i re Asburghi giunsero ad un accordo che dopo la sua morte la Transilvania sarebbe passata sotto gli Asburghi.
Ma il re mori appena due settimane dopo la nascita di suo figlio. Gli Asburghi proclamarono che la Transilvania ormai era loro. Ma il re deceduto Zapolya aveva il diritto di governare ma non aveva il diritto di nominare il nuovo re, infatti l’Assemblea Nazionale di Torda decise di nuovo diversamente e proclamò re il bimbo di due settimane invece di accettare il dominio asburgico. A causa della giovanissima età del figlio, Giovanni II Sigismondo Zapolya, i nobili decisero di affidare il regno alla madre, Isabella Jagelonne con il titolo di principe di Transilvania ed il ruolo di reggente coadiuvata dal consigliere Giorgio Martinuzzi (governerà fino al 1559).
Gli Ottomani nel 1541 occuparono Buda venendo a patti con gli Asburgo per la divisione del regno d’Ungheria; Le nazioni di Transilvania non sentendosi tutelate nelle loro libertà dagli Asburgo per loro protezione chiesero l’appoggio dell’Impero Ottomano dichiarandosi suoi vassalli. Così infine dopo un periodo di anarchia il Regno Ungherese si trovò diviso in tre zone: la parte centrale con la capitale a Buda fu posta sotto la giurisdizione diretta dell'impero ottomano, una striscia a nord-ovest agli Asburgo e infine la Transilvania, autonoma sotto il vassallaggio Ottomano.
Il 24 aprile 1544 le tre nazioni che governavano la Transilvania: Ungheresi, Sassoni e Szekely riaffermarono la loro alleanza nel difendere la Transilvania dagli Asburgo e rimanere vassalli dell’Impero Ottomano .
Nel mese di agosto la regina Isabella stabilì la corte a Alba Giulia (Gyulafehervar) e vi fece costruire il palazzo reale. Lei chiamò al governo transilvano anche le parti (Partium) rimaste libere dell’Ungheria (la zona di Gran Varadino e di Satu Mare ). Allora la Transilvania assunse la forma geografica che ha adesso (meno il Banato che era sotto la giurisdizione diretta degli ottomani).


Isabella primogenita della regina Bona Sforza nacque nel 1519 a Cracovia. Isabella nacque il 18 gennaio, sotto il segno del Capricorno, segno di Saturno segno di forza, rafforzato dai tempi difficili, tempi nei quali crescere e rimanere in vita richiedeva durezza, forza di carattere e tenacia; nello stesso tempo una madre che diede a suo figlio, rimasto orfano, tutta l’educazione e l’istruzione che il suo tempo considerava migliore, insegnandogli i massimi valori dell’umanesimo, la dignità ed il rispetto.

L'Editto di Torda 1568


All’inizio di 1568, il 6 gennaio l’Adunanza Nazionale (la Dieta) di Transilvania si riunì nella città di Torda, e la problematica religiosa divenne immediatamente l’argomento di accese dispute…
Una settimana più tardi, il 13 gennaio l’assemblea confermò e amplificò le leggi precedenti del 1548 e 1564 che davano libertà di culto alle religioni luterana e calvinista, e Re Giovanni II Sigismondo, di religine unitariana riconobbe la piena libertà a tutte le confessioni religiose e la libertà della coscienza alle persone:
La dichiarazione è concisa:

“La nostra maestà reale, a seguito delle decisioni degli anteriori dibattiti e delle precedenti Diete per quanto riguarda la religione nel paese, la presente Dieta riafferma che: ogni oratore può predicare il vangelo secondo propria interpretazione e se la comunità lo vuole ascoltare e accettarlo bene, e non nessuno obblighi nessuno ad accettare una fede che la sua anima non accetta, ma che la comunità tenga oratori il cui insegnamento è di suo gradimento. Né i sovrintendenti, né altri possono punire gli oratori religiosi, nessuno può essere accusato a causa della sua religione, come già detto nelle diete precedenti. Non è permesso a nessuno di punire con prigione o con allontanamento a causa della sua professione di fede, perché la fede è un dono di Dio, nato dall’ascolto, e l’ascoltare nasce dallo verbo divino.”

Il dipinto di Korosfoi Kiersch Aladar rappresenta prorio il momento dell'Esitto di Torda, nel centro David Ferencz, attorno a lui la nobiltà, le ordini, i rappresentanti delle diverse religioni. Il dipinto si trova nel Palazzo Princire di Turda.

Transilvania e la libertà religiosa

Transilvania 1568

L’eredità più significativa che la Transilvania, in epoca moderna, ha dato alla cultura europea e mondiale, malgrado le voci che la condannavano è stato il pluralismo religioso e la libertà di professare la propria fede, con la sperimentazione di una convivenza pacifica tra etnie e religioni diverse.
E’ un contributo ingiustamente trascurato in molti libri di storia e di storia della tolleranza religiosa, malgrado l’importanza dell’argomento che riguarda la dignità della persona, i diritti umani e la pacifica convivenza tra i popoli.
Infatti in tale territorio, sotto il regno di Giovanni Sigismondo, con l’editto di Torda del 1568, per la prima volta nella Europa cristiana fu emanata una legge sulla libertà religiosa con il diritto per la singola persona di praticare la fede che le ordinava la sua coscienza, l’uguale dignità delle diverse religioni in quanto comunicazione con il Sacro, con l’aggiunta del divieto per chiunque di perseguitare o menomare qualcun altro a causa della sua fede, pertanto con la dichiarazione del diritto di ognuno di scegliere liberamente cosa credere senza alcuna intromissione da parte del potere politico o religioso.
La Transilvania pertanto fu il precursore in Europa non solo dell’idea filosofica o giuridica della libertà della coscienza garantita attraverso la legge ma della pratica vissuta della libertà religiosa, e divenne il rifugio per le personalità di tutta l’Europa che cercavano di praticare liberamente la propria fede, e che volevano discutere in libertà sugli argomenti religiosi fuori di ogni paura o minaccia da parte di autorità politiche e religiose.
Le risposta europea in quell’epoca non fu particolarmente comprensiva di questa realtà, anzi proprio per questo pluralismo religioso legalizzato la Transilvania divenne sia per i paesi cattolici che per quelli protestanti la terra delle eresie, della “diabolica libertà” , quasi la terra del male, immagine che vestita in altri panni rimane anche oggi.

lunedì 18 maggio 2009

Castello-Fortezza di Fagaras


Nel 1539 il principe Stefan Mailat sul posto di un'antica fortezza ne construì un'altra più adatta alle esigenze di guerra del suo tempo. Bethlen Gabor il 1623 riorganizzò il sistema di difensivo, trasformando la fortezza in una struttura fortezza-castello. Al tempo del principe Apafi Mihaly (1661-1690) il castello di Fagaras divenne dimora principesca e sede delle Diete (le adunanze nazionali della Transilvania).
Quì Loràntffy Zsuzsanna nel 1657 organizzò la scuola calvinista romena, perchè anche i bambini romeni imparassero a leggere e a scrivere, e non solo i figli degli ungheresi e dei sassoni. Un approfondimento interessante qui.
La fortezza ha la forma quadrata con quattro torri massicce ed un grande cortile, è circondata da un fossato pieno d'acqua.
La fortezza di Fagaras si trova a metà strada tra Sibiu e Brasov sulla sponda dell'Olt.

sabato 16 maggio 2009

Re Mattia il Giusto


A Cluj davanti alla chiesa gotica San Michele si trova la statua equestre di re Mattia Corvino figlio di Hunyadi, non lontano troviamo la casa dove è nato. Veramente non doveva nascere qui, sua mamma Szilagyi Erzsebet sentendo che si avvicina il tempo del parto, voleva raggiungere il Castello di Hunedoara, castello di suo marito Ioan Hunyadi governatore della Transilvania, ma partita da Baia Mare arrivata a Cluj diede alla luce il fglio che attendeva il futuro re, per cui Mattia Corvino nacque qui. La città di Cluj considerò questo come un segno di consacrazione e del destino; e infatti in seguito diventò la capitale culturale e politica della Transilvania.
Mattia fu il re più amato e rispetato e rimpinto da tutte le etnie che convivono qui in Transilvania. I romeni sono orgogliosi che il nonno di re Mattia fosse romeno. Per gli ungheresi lui è IL RE per eccellenza. Molte favole ungheresi lo hanno come personaggio, e Mattia rappresetna il re accorto, saggio, valoroso e amante della giustizia, e non solo nelle fiabe è ricordato come Mattia il Giusto. Oltre alle favole anche l'aneddottica lo ricorda come spesso si travestiva da soldato, studente o da povero. Così vedeva dal vivo la situazione del suo paese e controllava come si comportavano i ricchi e i potenti, punendo gli immeritevoli, gli arroganti e gli sfruttatori, e preminado i meritevoli.
Sotto il suo regno l’Ungheria raggiunse la massima espansione ed egli arrivò ad aspirare a divenire imperatore del Sacro Romano impero, solo la morte prematura impedì che egli realizzasse appieno i suoi obiettivi per se e per l'ungheria (anche rafforzando la monarchia riducendo l'anarchismo dei magnati e della piccola nobiltà; amava la cultura italiana e introdusse l’umanesimo in Ungheria; amava molto i libri e l’arte. La sua biblioteca delle Corvine di Budapest oggi è patrimonio Unesco, mentre in quei tempi era la seconda dopo il Vaticano. Lui fondo anche L'Universita di Bratislava. Conquisò Vienna ma mori poco anni dopo. E si dice che con lui mori anche la giustizia.

mercoledì 13 maggio 2009

Piccola sosta a Kezdivasarhely/Targu Secuiesc


Questa foto è di @ Erdelyi Turismus BT - All rights reserved
Il Museo dell'artiggianato è molto ricco in materiale , strumenti usati per diversi mestieri artigianali, e ha una ricca collezione di bambole vestite in costumi tipici di ogni zona etnografica del paese: bambole romene, ungheresi, szekely, sassone, slovache etc.
Probabilmente è la migliore collezione etnografica di tutta la Romania
E una città piccolina, 23.000 abitanti. Nel pieno centro si trova la statuia di Gabor Aron. Chi fu costui?
Un personaggio storico della guerra di 1848-1849. Nella guerra di independenza la Transilvania riusci quasi a liberarsi dai austriaci ma poi fu ocupata di nuovo. La città era assediata dai austriaci. La gente si accorse che senza cannoni non si potra sostenere la diffessa e cannoni non c'erano. Gabor Aron disse che Cannoni ci saranno! E fecce fondere le campanne di bronzo delle chiese. Il suo gesto diventò simbolico perchè non è poi una scelta facile, fondere i simboli religiosi e transformargli in cannoni di guerra, ma nello stesso tempo è un gesto che sottolinea il desiderio della libertà portato fino al sacrileggio. Una coppia del cannone di Gabor Aron si trova nel centro della città

venerdì 8 maggio 2009

Il Castello Banffy di Bontzida


La famiglia nobiliare Bannfy ricevette dall'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo il dominio di Bontida (si pronuncia Botzida) una trentina kilometri di Cluj. Banffy Denes (1638-1674), signore di Cluj e consigliere del principe di Transivania Apafi Mihaly fu quello che comminciò la costruzione del castello attuale, sotto la supervisione dell'architetto italiano Agostino Serena. La prima costruzione era una fortificazione con quatro bastioni con un'alta torre all'entrata e con un ampio giardino nel sud del palazzo.
Il suo erede omonimo, Banffy Denes, cominciò la ricostruzione del castello nel 1745 in stile barocco austriaco, seguendo i progetti dell'architetto vienese Joseph Emmanuel Fischer von Erlach.
Furono creati nuovi palazzi, e l'insieme assunse la forma ad U, aggiungendo anche il parco di divertimento sul Somes sempre in stille barocco con laghi, sentieri, statue e fontane.
Nel 1820 Banffy Jozsef dimolì la torre d'entrata, e fece alzare dall'architetto
Antal Kagerbauer una nuova ala del palazzo modellando il parco e rinunciano ai severi tratti barocchi mutandoli in ambienti romantici, liberi con l'aggiunta di un giardino all'inglese;
Sempre allora lo scultore Johann Nachtigall creò un ciclo di grandiose statue ispirate alle Metamorfosi di Ovidio che ornavano la porta.
Alla fine del XIX secolo il castello di Bontzida aveva un aspetto mirabile ed alcuni lo chiamavano la Versailles della Transilvania (ma seconodo me era molto più bello di Versailles).

martedì 5 maggio 2009

Balvanyos:leggende e storia II


Al Castello Balvanyos della famiglia Apor è legata una interessante vicenda.
Quando la famiglia degli Arpad dopo 400 anni di regno, si estinse senza figli, la nobiltà chiamò Venceslao di Boemia a regnare, ma lui non accettò e in sua vece mandò Ottone di Baviera come Re. Ma nel Regno ungherese, anche perchè seguivano le indicazioni della grande nobiltà, nessuno voleva proprio obbedire ad Ottone;
Quindi malgrado che ottone si presentasse ai castelli dei nobili come alle città mostrando che aveva la sacra corona di Santo Stefano nessuno gli dava ascolto e tutti lo snobbavano.
In queste sue defatiganti peregrinazioni Ottone di Baviera arrivò alla fortezza di Balvanyos dove abitava il voivoda transilvano Apor Laszlo.
Per tentare un nuova carta chiese la mano della figlia di Apor, sperando che cosi ricevendo l’appoggio della più importante parte della Ungheria anche gli altri lo avrebbero accettato come Re.
Apor Laszlo invece di dargli la figlia (già promessa al nobile valacco Dragut) lo fece arrestare lo chiuse nella prigione; Lo lasciò libero solo quando Ottone promise di rinunciare al trono ungherese. La corona invece Apor Laszlo la trattiene là a Balvanyos, ma non per se, ma semplicemente a disposizione di un Re meritevole. Questo gesto fece clamore nel mondo cristiano, ma il voivoda transilvano non si lasciò impressionare nè dalla nobiltà nè dalle minacce del Papa. Dopo nove anni quando il re Carlo Roberto Angioino nel frattempo incoronato con una corona di riserva, guadagnò la fiducia della famiglia Apor e degli ungheresi allora il voivoda transilvan gli portò la corona originaria di santo Stefano, non senza aver fatto promettere alcune condizioni a Carlo Roberto.
La fortezza di Balvanyos passò indenne per diversi secoli anche durante il protettorato turco ma come molte alte fortezze di Transilvania conobbe l'onta della conquista e della distruzione ad opera delle truppe "liberatrici" austriache in seguito alla rivolta antiasburgica di Rakoczi Ferencz.

domenica 22 marzo 2009

La porta Nord della Dacia Romana, Moigrad

Siamo a Zalau , nel Nord della Transilvania, judetul (dipartimeno) Salaj

Qui era la porta di Nord della Dacia romana, il Porolissum, il punto massimo dell' estensione dell'Impero Romano. Da dietro del palazzo della polizia si sale molto verso i Monti Mesesului verso Ortelec e si arriva a Moigrad. Ci sono qui anche altre rovine romane, i resti di un anfiteatro. Tutto su una collina lontano dalla città. Una volta all'anno si organizzano giochi romani.
La regione di Moigrad è stata abitata da tempi antichi. A parte Porolissum qui sono stati ritrovati tombe dei principi goti e si presupone che fu uno dei sedi di Athanarico,il principe goto.Nel 1400 la ritroviamo con il nome attuale Moigrad,c eh in slavo significa la mia citta, nome dato probabilmente dal padrone chi l'ha occupato. .