martedì 18 maggio 2010

La Pentecoste in Transilvania, Csiksomlyo

foto@erdely.ma
Nelle vicinanze di Csikszereda (Miercurea Ciuc) a un ora di viaggio col treno da Brasov s organizza ogni anno il grande pelegrinaggio di Pentecoste. Siamo a Csiksomlyo, un quartiere della citta pratticamente dove sorge una grande cattedrale barocca romano cattolica. Dentro si trova una statua di legno di Maria Vergine. Il medaglone con la madonna di csiksomlyo, porta siccuramente miracoli. Non so si deve provare. Conoscendo l'influsso turistico che ha quest'evento in qesto periodo le agenzie turistiche e i alberghi organizzano vari programmi per conoscere la vita tradizionale degi szekely: si puo imparare come si prepara il kurtos kalacs, il dolcetto tipico szekely, si possono fare viaggi con carozza o cavallo, si può provare fare rafting sul fiume Olt che passa la città, si organizzano escursioni al lago Santa Anna o a Tusnad, trekking nelle montagne nei dintorni. Nel museo Csiki della città adesso da 1 maggio c'è esposizione della pittura ungherese del XIX secolo.

http://csikimuzeum.ro/media.php?l=hu&t=1&id=11&gid=55

Certo ricordiamoci che l'evento che si svolge sulle colline di Csiksomlyo, in immagine la cappella Sa Salvatore è un evento religioso, originariamente cattolico, ma è visitato anche da molti protestanti.
Sono convinta che per chi si trova di Pentecoste a Brasov un'escursione fino a Csiksomlyo sara una bella esperienza, idndependentemente di quanto sia una persona religiosa o non.

venerdì 30 aprile 2010

Wizzair Cluj e Targu Mures

Tra 6-10 maggio i aerei diretti a Cluj-Napoca saranno diretti a Targu Mures causa dei lavori nell'aeroporto di Cluj.
Targu Mures/Marosvasarhely è più voicino a Sighisoara, a Brasov e alle montagne dunque offre un punto di partenza migliore per visitare Transilvania.

venerdì 23 aprile 2010

Transilvania sassone

Una variante dell'inno dei sassoni in Transilvania. Questo fu l'inno ufficiale della Transilvania nel tempo dell'Impero Austriaco. Il testo fa le lodi al paesaggio transilvano e alla sua pluralità etnica e religiosa



Siebenbürgerlied
di Leopold Maximilian Moltke.

Siebenbürgen, Land des Segens,
Land der Fülle und der Kraft
mit dem Gürtel der Karpaten
um das grüne Kleid der Saaten,
Land voll Gold und Rebensaft!

Siebenbürgen, Meeresboden
einer längst verfloss`nen Flut!
Nun ein Meer von Ährenwogen,
dessen Ufer waldumzogen
an der Brust des Himmels ruht.

Siebenbürgen, Land der Trümmer
einer Vorzeit stark und groß!
Deren tausendjähr'ge Spuren
ruhen noch in deiner Fluren
ungeschwächtem Ackerschoß

Siebenbürgen, grüne Wiege
einer bunten Völkerschar!
Mit dem Klima aller Zonen,
mit dem Kranze von Nationen
um des Vaterlands Altar.

Siebenbürgen, grüner Tempel
mit der Berge hohem Chor!
Wo der Andacht Huldigungen
steigen in so vielen Zungen
zu dem einen Gott empor.

Siebenbürgen, Land der Duldung,
jedes Glaubens sichrer Hort!
Mögst du bis zu fernen Tagen
als ein Hort der Freiheit ragen
und als Wehr dem treuen Wort!

Siebenbürgen, süße Heimat,
unser teures Vaterland,
sei gegrüßt in deiner Schöne,
und um alle deine Söhne,
schlinge sich der Eintracht Band.

sabato 10 aprile 2010

Da Roma a Toroczko

Quelli che amano una sola volta di Jokai Mor può essere letto on line qui. Si trtta di una storia di amore ambientato nella rivoluzione di 1848. Bianca chiede dal papa il permesso per il divorzio, il papa gli chiede di pensare ancora un po. Il giorno dopo, in seguito dell'assedio di Roma da parte di rivoluzionari, Bianca vede il papa che scappa da Roma. Allora prende anche lei la decissione di non sottomettersi più al consiglio del papa e scappano sul mare lei e Adorjan. Nel piccolo vilaggio unitariano di lui possono spossarsi senza nessun problema, basta arrivarci attraversando una Europa in piena rivoluzione e una Transilvania scissa dalla guerra civile. Ma l'amore è più forte della paura.
Belle le descrizioni dei paesaggi attorno a Kolozsvar/Cluj , le gole di Torda, dove nella grotta dei briganti troverano rifuggio menre le truppe nemiche passano sopra la grotta. In immagine le rovine del castello di Toroczko


Altri romanzi di Jokai Mor ambientati in Transilvania e tradotti in italiano
sono: "Il tempo d'oro della Transilvania"

mercoledì 24 marzo 2010

Un po di storia

Quando visitate le città di Transilvania si vede in molte di loro una bella impronta austriaca. L'ccidente ha visto sempre la conquista austriaca del centro-est Europa come una vincità sui turchi, come una cosa positiva. Ma in quel momento l'evento fu tutt'altro che positivo. Dopo sanguinose guerre antiaustiache la nobiltà Transilvana f obbligata a accettare una risoluzione. Secondo questa invece si dovevano fare saltare in aria tutte le fortezze ungheresi e transilvane. Era nel 1702. Si possono vedere ancora molti castelli in rvina che furono buttati in aria allora. Cosi distrusse l'Impero austriaco gran parte del patrimonio medioevale di Transilvania per poi ricostruirla alla sua immagine.

mercoledì 10 febbraio 2010

guida di Cluj , capitale della Transilvania multiculturale

La guida appare in romeno, ungherese , tedesco e inglese.
Può essere scaricato gratuitamente da qui
http://www.edrc.ro/docs/docs/clujm/Clujul-Multicultural-final.pdf
e si può trovare anhce nel centro di infrmazione turistica di Cluj (Piazza Uniri)

sabato 6 febbraio 2010

Concorso interneyionale di orientamento sullo sci



Tra 8-14 febbraio, nella settimana preolimpica si svolgerá in Csikszereda e nei dintorni la settimana mondiale di orientamento sullo sci, dove partecipano 400 sportivi di 25 paesi diversi.

snowkite, perependio e alti sport estremi, a Sinaia

La cascata ghiacciata


Io amo molto Transilvania, i suoi paesaggi, la vita tradizionale nei paesini di montagna. Io non voglio che Transilvania sia visitata con ogni costo. Ma mi piacerebbe che quelli pazzi che ammiro tanto a chi piace confrontarsi con la natura selvaggia conoscessero le possibilità che offre Transilvania in questo senso.

Per esempio ogni anno in gennaio o in febbraio i più corraggiosi alpinisti si mettono alla prova per salire sulla cascata ghiacciata di Rachitele in Apuseni, nelle vicinanze di Huedin/Banfyhunyad (50km di Cluj/Kolozsvar)
Informazioni qui
http://www.cuparachitele.ro/index.php?lang=EN&id=66

Merlo e orso e primavera in Transilvania

In Italia si chiama settimana del merlo ciò che in Transilvania è infatti il giorno dell'orso. Il 2 febbraio la tradizione popolare vuole che: Il 2 febbraio l'orso finisce la lunga invernazione, si sveglia dal lungo sonno d'inverno e magro com'è e asonnato esce piano piano dalla sua grotta. E cosi debole che se vede la propria ombra si spaventa da morire e ritorna in fretta nella sua grotta, e si rimette a dormire. Allora l'inverno durerà ancora a lungo purtroppo. Se invece la gionata di 2 febbraio non fosse solleggiata ma cupa e nebiosa allora l'orso non se ne torna nella sua grotta e questa significa che la primavera è ormai vicina. Ed è proprio vero. Guarda il 2 febbraio era sole, era bello, i orsi di Transilvania sono usciti dalle grotte e si sono spaventati e tornati nella grotta. Ieri 5 febbraio ha nevicato di nuovo...Allora è proprio vera la storia con l'orso.

sabato 2 gennaio 2010

Avventura in Transilvania

Questo è un video realizzato nella salita della Pietra Solitaria nei Monti Hasmas, l'anno scorso in febbraio
dal Club Alpin Harghita


Pál István - direttore del Clun Alpino Ecologico di Harghita
office@erdelyiturak.ro vagy palistvan@erdelyiturak.ro
mobil:+40-740-432385

Székhely és postacím:
Hargita Öko Alpin Klub
B-dul. Lacu Roşu. Bl. D/1. Ap. 12. Gheorgheni. 535500. Jud. Harghita. Romania.


Loro organizzano viaggi invernali nelle montagne di Transilvania e anche viaggi con la slitta trainata di cani. 5 euro /km

Sciare a Baile Harghita

giovedì 24 dicembre 2009

Felice Natale!


Purtroppo non ho molto tempo di aggiornare il blog. In avvento ho fatto quache cuore di miele ornato con tulipani e le ho regalati, ho fatto anhce una locomotiva di dolce di miele. Questa no è tradizionale,ma il dolcetto di miele ornato con bianco d'uovo misciato molto con zucchero a velo quello si. L'anno scorso ho fatto anche una casa di dolce di miele, una volta metterò il foto.
Poi adesso aspetto che arrivi l'albero di Natale, perchè il 24 dicembre si fa l'albero tanto lo porta il Gesu bambino, e sto facendo il gerbaud, pasta sfoglia con marmelatta di albicoche e noci, i beigli, i cavoli acidi ripieni.
Eh non ho tempo di aggiornare i blog. Vi metto invece un canzone ungherese di Natale con paesaggi bellissimi della Transilvania

mercoledì 23 dicembre 2009

Tradizioni di Natale, dolce natalizio. Beigli


L'impasto lievitato viene rimepito con crema di noci e con crema di papavero.
Ricetta: 1kg di farina, 20 dkg margarina, 2 uova, 15 dkg strutto, 8 dkg zucchero a velo, 1 dkg lievito di birra, 2 dl latte, un pizzico di sale
Per il beigli con noci: 2 dl latte caldo, 22 dkg zucchero, 40 dkg noci macinati, buccia gratuggiata di limone, uva sultanina.
Per il beigli con papavero: 2,5 dl latte caldo, 26 dkg zucchero, 40 dkg semi di papavero macinati (con macinavcaffe), buccia di limone.

giovedì 10 dicembre 2009

Mikulas/Mosh Nicolae porta regalli nelle scarpe - 6 dicembre


In Transilvania non esiste la strega Befana che porta regali il 6 gennaio. Invece c'è il Babbo Mikulas o Babbo Mos Nicolae che il 6 dicembre porta piccoli regali e li nasconde nelle scarpe dei bambini. I bambini con questa occasione preparano le scarpe, poi non si sa come e quando da un momento all'altro i regali sono là e nessuno ha visto il Babbo Mikulas quando li ha messi dentro. I regalli tradizoonali erano dolcetti piccoli, noci, nociole, frutta. E più importante la sorpresa e il fatto che con lui comminciano le feste invernali.
Infatti è lui quel babbo vestito in rosso con la slitta e i reni, mentre a natale si regalli li porta il piccolo Gesu.
Lui arriva in compania di uno o più Krampusz, cioè diavoletti. Il suo compito è di dire al babbo Mikulas se i bambini sono stati cattivi oppure non. E quelli che non sono stati del tutto buoni ricevono un bastoncino dorato co un ficco rosso, chiamato virgaci, che si mette nelle scarpe accanto ai giocatoli (un po come il carbone della Beffana, che da noi non viene.
La festa si organizza in privato o nelle scuole ma ci son anche diverse manifestazioni , feste che coinvolgono i turisti

martedì 24 novembre 2009

Ludovico Gritti tra l Venezia l'Impero Turco, Transilvania


Un libro di storia molto ben documentato e di piacevole lettura, sul figlio del doge Andrea Gritti. Ludovico Gritti fu ambasciatore di Venezia a Costantinopoli, era la terza persona più importante dell'Impero Ottomano dopo il Sultano, Solimano il Magnifico ed il Gran Visir, e viveva nel lusso e nello sfarzo nel quartiere di Perra;.
Quando Ferdinando di Asburgo nel 1529 occupò l'Ungheria e la Transilvania, Venezia si sentì mincciata allora spinse il suo ambascatore a Costantinopoli a chiedere l'intervento del Sultano per ripristinare l'equilibrio in Ungheria e nei balcani nonchè il reinsediamento in Ungheria del re Giovanni Zapolya.
Gritti svolse egregiamente l'incarico commissionato dalla madre patria; Solimano il magnifico acconsentì a tutte le richieste dell'ambasciatore veneto nonchè suo grande consigliere. Pertanto i Turchi, guidati di fatto dall'Ambasciatore di Venezia, tornano in ungheria nel 1529 tre anni dopo la vittoria di Mohacs, questa volta non per conquistarla ma per riinsediare il Re Giovanni e proteggerli dagli Asburgo.
Sia la riconquista che il reisediamento dello Zapolya avvengono agevolmente.
Factotum in questa impresa è appunto messer Gritti, che pur senza essere sotto l'autorità del Sultano lo rappresenta in diverse mansioni tra cui quella di incoronare lo Zapolya, diventare prima suo tesoriere e poi governatore d'Ungheria.
E' allora che Il Gritti comincia a manifestare i lati meno noti del suo carattere di despota.
Inizia a imporre tasse su tasse come non si era mai visto in Ungheria e in sopraggiunta emana editti con obblighi di acquisti di merci su cui lui ha il monopolio (in particolare obbliga gli ungheresi a comprare quantità industriali di zafferano).
Tutti sono esterrefatti, la nobiltà ungherese si è sempre autogovernata e non è disposta ad accettare un potere dispotico, lo stesso Re si sente troppo stretto da questo pericoloso benefattore che lo ha di fatto esautorato e lo ha costretto a sottoscrivere editti impopolari ed in contrasto con le tradizioni del suo popolo.
Lui era responsabile di fare pace tra i Turci e Ferdinando,ma sembra che il 1934 al ambasciatore austricao avesse detto che durante l'assenza si Solimanoper causa di guerra con Persia, Austria potrebbe riconquistare territori turchi, dunque sembra era un traditore. Sara questo il motivo che nemmeno i turchi hanno soccorso nel suo aiuto a Medias

Come andrà a finire .....

(segue, non ho finito ancora il libro, la fien è terribile poichè gritti sara sbranato a Mediasch)

sabato 31 ottobre 2009

Elie Wiesel- La notte, Sighet (Maramures)


Nel piccolo libro La notte scritto di Elie Wiesel,laureato con il Premio Nobel per la Pace viene condensata tutta la bestialità della seconda guerra mondiale: bimbi, neonati brucciati (che altra guerra ha fatto guerra contro i bimbi?!) gente calpestata, uomini che si uccidono per un pexzzo di pane, portati come i animali nei vagoni chiusi. Sighet appare poco, all'inizio , appare come piccola cittadina, tranquilla, dove il 1944 ancora nessuno sapeva csa è Auschwitz, non si viveva in ghetto. Elie Wiesel e la sua famiglia furono deportati il 1944 da Sighet allora capitale del Maramures) quando la guerra stava già per finire, un'atmosfera rilassata e rassicurante.
La signora Schachter che vede il fuoco, molto prima che arivcassero ai campi di concentramento.
Noi abbiamo visitato la sua casa memoriale a Sighet.
Immagini sull'orribile della guerra: Auschwiz:Un autocaro pieno di neonati che furono poi buttati nelle fiamme
Meglio non sembrare robusti Bela Katz fu scelto per la sua robustezza e aveva dovuto introdurre lui stesso il corpo del suo padre nel forno crematorio
Ci picchiavano di nuovo ma io non sentivo più il dolore e i colpi. Eravamo dei alberi sechi nel cuore di un deserto
In pochi secondi abbiamo cessato di essere uomini.
Il dentista cercava denti d'oro,
Auschwitz era meglio di Birkenau
DElle belle parole di un comandante polacco in uno dei campi, forse in guerra si rispetta ancra di più se qualcuno riesce rimenere uomo:"Un lungo cammino di sofferenze vi aspetta ma non perdete il coraggio. Avete già superato il pricolo più grande: la selezione... Aiutatevi no l'altro e il solo modo di sopravivere
Cercavamo di cantare qualche musica chasidica.
Come capivo Giobbe!
In quella notte sono diventata un tutt'altro uomo
La ragazza francee:
Morditi le labbra fratellino...Non pianger. Conserva la tua collera e il tuo dio per un'altra volta, per dopo. Verrà un gorn, ma non ora...Aspetta. Stringi i denti e aspett

Discorso con Dio:
Tutto il campo doveva sfilare davanti all'impicato.
si dmentica piangere, Si impica anche un bambino, e loro devoo alzare i capelli "Dov'è il buon Dio? Dov'è!
Eccolo, è appeso li , a quella forca!"Chi sei tu mio Dio- pensavo con rabbia- in confronto a questa folla addolorata che viene a gridarTi la sua fede, la sua ira, la sua rivolta? Che significa la Tua grandezza, Signore del Universo , di fronte a tutta questa debolezza, di fronte s questa decomposizione, a questa putrefazione?....
Ma perchè, ma perchè benedirLo?Per aver fatto brucciare migliaia di bambini nelle fosse?Per aver fatto funzionare sei crematori giorno e notte, anche di sabato e nei giorni di festa?(...) Sia lodato il tuo nome, Tu che ci hai sceltoper essere sgozzati sul tuo altare?"
E io il mistico di una volta pensavo" Si, l'uomo è più forte, più grande di Dio. Quando fosti deluso da Adamo ed Eva Tu gli schiacciasti dal paradiso. Quando la generazione di noe non ti piaque più, facesti arrivare il Diluvio. Quando Sodoma non trovò più grazia nei tuoi occhi, Tu facesti cadere dal cielo il fuoco e lo zolfo. Ma questi uomini qui, che Tu hai tradito, che Tu hai lasciato torturare,
sgozzare, gasare, brucciare che fanno? Pregano davanti a Te, lodano il tuo nome.

(...)Ho più fiduccia in hitler che in nessun alto (profeta) E l'unico che ha mantenuto le sue promesse, tutte le sue promesse con il popolo ebraico"

Tutto è un cimitero, agnia in masa
la gente che si calpesta, si schiaccia
Il suono del violino nella baracca dove i morti si amucciavano sui vivi. Concerto dato per agonizzanti. La mattina prossima il violonista fu trovato morto.
"Quando infine un grigio chiarore apparve all'orizzonte intravidi un aggrvigliarsi di forme umane, le teste rientrate nelle spalle, accovacciati, ammucchiati gli uni contro gli altri come un campo di pietre tombali ricoperte di polvere alle prime luci dell'alba."
"Nel carro dove era stato gettato il pane era scoppiata una vera e propria battaglia. Si buttavano gli uni sugli altri, pestandosi, dilaniandosi, mordendosi. Animali da preda scatenati, odio bestiale negli occhi"

sabato 10 ottobre 2009

Hera Muller, Premio Nobel per letteratura

La custode, Ady Endre

Mi rende pazzo la realtà dei tuoi baci:
questi insperato avverarsi,
la tua dedizione, la tua bontà.

Avvinghiato al tuo seno, piango, desidero,
suplico, amata:
scacciami , pur nella notte, lontano da te,

Quando più fuoco m'arde sulle labbra
si facciano, allora, di ghiaccio le tue:
distaccami da te, mentre sorridi.

Che i miei desideri torturanti
ti rendano , amata, più bella:
t'abbandono perch' sia più forte
perchè sia eterna la mia bramosia.

Il tuo corpo rinnovi di continuo
in me le voluttà:
ch'io ti conquisti sempre di nuovo
sui guanciali odorosi del passato

Voglio che tu rimanga sempre mia.
perciò t'ho scelto come custode
la lontananza che t'accresca i fascini.

Tu rimanga cosi il mio grande sogno:
donna che m'ama e che m'avrà per sempre

Poesie di Ady


Le poesie sono state estratte di questo volume pubblicato in Italia il 1931, trovato alla Biblioteca di Genova, il foto è stato fato al Museo Ady di Oradea, la sua citta di cuore, museo aperto nella cafeteria Chanson, la sua cafeteria preferita, nel centro di un piccolo parco.


Il nero pianoforte, Ady

Pazzo strumento: piange , stride, geme.
Fuggi se un po' di vin non ti fa forte:
E' questo il nero pianoforte.
Ed un cieco con pazza frenesia
Vi suona della vita l'armonia.
E' questo il nero pianoforte.

Sogni del mio cervel, lagrime pianti,
De' desideri miei lunga coorte,
Tutto quest'è il pianoforte.
E trabocca a quel suon, or duro or molle,
Il sangue del mio cuor briaco e folle.
E' questo il nero pianoforte.


Giuda a Gesu', Ady

Nel basalto del Golgota t'incido,
Palpito del mio cor malvaggio, infido.
Cristo, poeta mio, sacro t'ho avuto,
Pur t'ho venduto.

Erano i miei tutti i tuoi sogni e altero
Ti portavo nel cuore, nel pensiero,
E ti ho di fiori il capo inghirlandato,
E ben t'ho amato

Pur t'ho venduto, dolce mio Signore,
Perchè la Vita è il mio sol vero amore
Perchè anch'io sogno senza tregua e meta:
Sono poeta

Non ascolto il tuo salmo veritiero,
Non mi occore il tuo celeste Impero.
Una fanciulla vuol vestiti ed oro...
Ed io l'adoro

Sono un infame? No , la Vita è infame!
Perchè il Verbo non sa frenar le brame?
Perchè la volutta mi fa si caro
Il vil denaro?

La pietra incisa nel'abisso or getto,
Trema il Mondo de' secoli al cospetto.
Tristi occhi peccatori che verranno
M'intenderanno

mercoledì 9 settembre 2009

La chiesa gotica calvinista, di Cluj Kolozsvar


Nella strada dell'Universita, vicinissimo al Bastione Bethlen, superstite dell'antica fortezza, si trova una suggestiva chiesa gotica fatta alzare dal re Mattia Corvinonel XV secolo. La chiesa senza torre ha una navata unica ed è quasi sempre chiusa ma anche a vederla dal'esterno è bello. Davanti alla chiesa si trova la statua equestre trecentesca del San Giorgio mentre uccide il drago. La satua è opera dei fratelli Kolozsvari, Marton e Gyorgy (Martino e Giorgio sarebbe) cioè dai sculttori provenienti appunto da questa città. Una copia della statua si trova Victoria e Albert Museum e l'originale, quello creato dai fratelli Kolozsvari si trova a Praga.

Miniera di sale di Torda


I Monti Apuseni vantano una grande ricchezza di sottosuolo. Una delle miniere di sale aperti al pubblico è quello di Torda.
La grande quantità di sale che si trova nei Carpazzi è superstite della antica Mare Paratetide, che evaporando ha lasciato qui una grande quantità di salgemma.
La miniera si trova all'entrata di Torda. Noi siamo arrivati qui con un taxi che ci ha portato per 5 lei senza scontrino, e siamo tornati dal centro di Torda sempre con 5 lei con un pulmino. Torda si trova a 23 km da Cluj/Kolozsvar.
La miniera è aperta ogni giorno dalle 9-17 ma l'ultima entrata è alle 15.30 . La durata della visita è un ora , un ora è mezzo. Il biglietto è 10 Ron (2,5euro) per adulti e 5 roni per bimbi. Dentro fa freddo, sono 10-12 gradi Celsius, e seve munirsi di vestiti caldi.

Dopo un percorso lungo diritto si ariva a alcune sale dove si trovano i strumenti di lavoro con le quali si estraeva il sale. C'è anche una sala del echo, dove risuona la voce 22 volte. Il sale si estrae da Torda dal tempo dei romani, qunado la città si chiamava Potaissa. Alla fine del lungo coridoio un coridoio verso destra ci porta alla sala dei ricchi

I cristalli di sale si sono solidificati sulle scale, manca solo un candelabro di cristallo. C'è anche un altare semplice, tanto per essere, per pregare, siamo sotto la terra.
Scendiamo le scale e arriviamo nella sala di ballo IMMENSA. Nelle roccie il sale appare come se fossero nervature del marmo. Si vedono tnati stalactiti di sale.


La sala è più che immensa, infatti ti viene il capogiro anche per chi non ne soffre. Ci sono scale di legno dove si scende fino giù nel burrone, dove bambini gioccavano. Mi sembrava che stanno ancora costruendo qualcosa là giù, forse vogliono farlo come la salina di Praid.



Decissamente vale la pena visitarla, ti rimane come un bel riccordo.
Hanno anche un sito web, in romeno e in inglese.
http://www.salinaturda.eu/intro_gb.htm

lunedì 7 settembre 2009

La chiesa unitariana e la "diabolica" liberta religiosa in Transilvania del XVI

La chiesa unitariana

Molto vicino della Piazza Uniri, in via 21 dicembre si alza una chiesa bianca in stille barcco e neoclassico che semra come tante altre in tutta l'Europa. Questa è la chiesa unitariana, affiancata dal Liceo Unitariano Janos Zsigmond. Possiamo passargli accanto senza osservarla, come passamo accanto a molte cose importanti senza vedergli; invece questa chiesa nasconde una parte essenziale della storia della Transilvania e dunque dell'anima transilvana. Questa chiesa, in quanto chiesa unitariana non in quanto palazzo ebbe un ruolo politico legislativo decissivo per costruire l'identità transilvana. La chiesa unitariana arrivò al potere, quando il principe Giovanni Sigismondo (Janos Zsigmond) si converti al unitarianesimo. E cosa fecce il principe? Cosa avrebbe fatto la chiesa romano cattolica per esempio? Ha imposto a tutti la propria fede? No, Janos Zsigmond insieme con il vescovo unitariano David Ferencz, il gennaio 1568 alla Adunanza Nazionale di Turda dichiararono la libertà di coscenza e la tolleranza religiosa in Transilvania "Nessuno può essere menomato per la sua fede e ogni comunità segua l'insegnamento che desidera perchè la fede o proviene da Dio o non può essere costretto nessuno a credere".


Nel centro di Cluj, e nei centri di tutte le città transilvane (ma anche nei paesini di 3-400 persone dove questo fatto potrebbe essere ancor più signivicativo) incontrate le chiese di varie confesioni che vivono senza conflitti insieme da secoli. Qui si vede la chiesa cattolica San Michele, quella evangelica e quella unitariana, ma nelle vicinanze c'è anchela chiesa calvinista, greco-cattolica e quella greco-orientale.
La dichiarazione di Turda di 1568 fu considerata diabolica da gran parte dei preti e principi di Europa Occidentale, ma Transilvania diventò luogo di rifuggio per tutti i perseguitati per motivi religiosi. E l'ideale della libertà religiosa diventò fondante per la Transilvania anche nei secoli scorsi. Per questo L'Impero Austriaco quando occupò la Transilvania provò sradicare l'unitarianesimo, ma perseguitò anche i ortodossi e i protestanti.
Comunque rimangono 150 anni del Principato di Transilvania che dimostrano che la convivenza tra le diverse religioni è possibile. In questo senso la Transilvania è stat sempre molto diversa dal Italia e non solo dal'Italia.


La pietra di David Ferencz

I profughi religiosi arrivati dall'Italia, Germania, Svizzera, contribuirono pienamente allo sviluppo della neccessità della lege in favore al pluralismo religioso. Giorgio Biandrata, il medico di corte, portò con lui dalla Svizzea, oltre alle delusioni in ricerca di una vera riforma religiosa le idee di Sebastian Castellion sul fatto che nessuno puo essere perseguitato perche questa contraviene alla religione dell'amore. Giacomo Paleologo perseguitato in Italia e poi brucciatò sul rogo a Roma diventò rettore in Collegium Antitrinitarianum di Cluj, dove insegno sul fatto che tutte le religioni monoteiste sono uguali davanti al Dio.
In quei tempi erano in uso in ransilvania le dispute pubbliche sui temi religiosi, dove due persone si confrontavano su diversia rgomenti e poi si scegliva il vincitore, quello più convincente. Quets apietra si trova nela chiesa unitariana. Si dice che una volta David Ferencz fu chiamato ad Alba Iulia davanti al principe per partecipare alla disputa pubblica. Doveva confrontarsi con Meliusz Peter, calvinista che voleva la morte dei antitrinitariani. Ma il risultato della disputa fu la conversione del principe. Sulla stada di ritorno da Alba Iulia David Ferencz sali su questa pietra che si trovava all'entrata della città disse "Abbiamo vinto!" e tenne un discorso cosi convincente che l'intera città si converti all unitarianesimo.

L'interno della chiesa unitariana

L'interno della chiesa è semplice, bianco ma solenne e sereno.
"Quale sono le dogme dell'unitarianesimo?"
"Che Non esistono dogme"
"Siete cristiani?"
"Si perchè Gesu è il nostro modello umano e tutti possiamo essere come lui."
"Ma lui è un Dio natto senza peccato"
"Non, è un uomo, Dio è solo uno, e tutti siamo nati senza peccato"
"La vostra religione è superiore a altre religioni?"
"Non tutte le religioni sono ugualemnte degne"

La religione unitariana si cimentò in Transilvania da dove si diffusse poi in Ingliterra e nei Stati Uniti; aveva tra i suoi seguacci Isaac Newton, Charles Darvin, Thomas Jefferson e altri. Forse anche William Penn, chiuso tre volte in priggione per motivi religiosi era a conoscenza del fatto che in Transilvania riesce regnare la libertà religiosa e per questo chiamo il suo paese Pennsylvania, con un nome cosi risuonante con la Transilvania (il solo paese a quel ora dove non eri perseguitato per la religione) e non a caso tra le sue prime leggi fu quella della libertà di fede.

La chiesa si può visitare da lunedi a venerdi dalle 9-14 suonando alla parocchia dietro la chiesa.